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martedì 7 agosto 2012

L'integralismo alimentare e pure anonimo

Cerco sempre nel mio piccolo di tenere bene la mente aperta e farmi contagiare da nuove idee e diversi punti di vista nonostante, si sa, il cambiamento e l'ascolto porta nei suoi geni un piccolo sacrificio che non sempre si è disposti a fare.

Vedo aumentare considerevolmente la nascita di un nuovo gruppo di integralisti alimentari, così mi piace chiamarli. Ovvero quella nicchia di persone che non si limitano ad amare il buon cibo ma vanno talmente oltre da demonizzare qualsiasi cosa subisca una trasformazione alimentare, etichettandolo come "veleno".

Come accade ad ogni estremizzazione di qualsiasi ideale si rischia di manipolare ogni tipo di informazione per portare avanti la propria verità mentre la Verità, quella assoluta, abita sempre nei discorsi equilibrati, oggettivi e che guardano ai fatti.

Un commento anonimo in somme righe mi rimproverava di come la mia cialda non ha niente di speciale e di salubre e di come non è vero che non abbia i "famigerati oli vegetali".
Come ogni commento anonimo l'ho cancellato: mettere un nome è il minimo richiesto per postare ciò che volete.
Tornando alla questione vi dirò che sicuramente la cialda non è niente di speciale: la semplicità degli ingredienti parla da sola. Si può inoltre far meglio sulla ricetta: senza dubbio! Zucchero di canna integrale, succo d'uva, farina integrale macinata a pietra... quello che volete. Ma di certo, cambiando gli ingredienti, non otteniamo determinati risultati organolettici nel prodotto finito: e quando scrivo la parolaccia "organolettici" intendo profumo, sapore e gusto. Quindi l'uso di un ingrediente, anziché un altro, ha un perchè.

Per di più viene totalmente mistificato l'obbiettivo finale di un post del genere: sensibilizzare le persone sull'eccessivo uso degli oli tropicali dall'industria dolciaria che sono i peggiori grassi in circolazione. Non serve una laurea in biologia per scoprire la differenza tra la bontà di alcuni grassi rispetto ad altri: andatevi a guardare le informazioni nutrizionali dell'olio di palma o di cocco comparato all'olio di oliva, al burro e così via.

Detto questo rimango convinto che le critiche ti fanno crescere se poste in maniera costruttiva: vale a dire con dei dati a supporto oggettivi che possiamo osservare tutti e da cui possiamo trarne tutti delle conclusioni.
Tutto il resto sono opinioni che siete comunque liberi di scrivere, ma firmandovi.

1 commento: